SCOPERTA DEL NOSTRO NUOVO MONASTERO

In ragione dell’ingresso di tre nuovi postulanti negli ultimi mesi, dobbiamo raddoppiare gli sforzi per il restauro del nostro monastero: riparazione dei tetti, grondaie, impianti idraulici, lavori in muratura, ecc. Se raramente facciamo richiesta di fondi per la realizzazione di questi lavori necessari, oggi ci occorre farlo per la vita della comunità:

ABBIAMO BISOGNO DELLA VOSTRA ASSISTENZA FINANZIARIA.

Perché senza di essa non può esserci vita religiosa. San Paolo esprime questa necessità in una delle sue lettere: Possa lo stesso Dio della pace rendervi interamente santi e conservarvi perfettamente nella mente, nell’anima e nel corpo, affinché possiate essere irreprensibili quando verrà il nostro Signore Gesù Cristo. E, nello stesso senso, Gustave Thibon ha detto cum grano salis: la terra non ha bisogno della rosa, ma la rosa ha bisogno della terra.

Dettagli bancari nella colonna di destra

VISITA AL MONASTERO DI SANTA CATERINA DA SIENA

Le prime immagini mostrano chiaramente
la necessità di intraprendere alcune coperture e altri lavori!

Per fortuna il resto della visita è più piacevole!

Infine entriamo nella clausura

«L’importante è porre sopra tutto e avanti a tutto la forte vita cenobitica secondo la Regola, con l’Opus Dei, ragion d’essere della nostra vocazione, con la preferenza data alla vita claustrale, con il fedele attaccamento all’autonomia e alla stabilità, con la costante applicazione alla Scrittura, alla Teologia, alla Patrologia, con lo zelo delle osservanze, soprattutto con profonda e soave carità» (La dottrina monastica di Dom Romain Banquet, p. 36, per il resto dell’articolo: DM)

EMA5275-e1607004969722

Nella clausura ci accolgono i santi patroni della nostra chiesa conventuale: la Santissima Vergine Maria con il titolo della sua Immacolata Concezione, sant’Andrea Apostolo e san Francesco d’Assisi

Corridoio lungo la chiesa conventuale dove facciamo sostiamo per prepararci alla Santa Messa e ai Vespri

La nostra chiesa conventuale, di cui celebriamo l’anniversario di dedicazione il 25 novembre, è ciò che i Cappuccini hanno fatto prima di noi dal 1614.

«La storia del Monastero di Santa Caterina da Siena è una storia di fedeltà all’antica liturgia tradizionale codificata molto più tardi da Papa San Pio V, che noi celebriamo in via esclusiva dentro e fuori il monastero»

«L’omaggio della lode è una necessità sociale. L’intera ragione della vita monastica è la celebrazione dell’opera di Dio»

Corridoi delle celle, ali est e sud.

«San Benedetto faceva dormire i suoi monaci “nel medesimo locale”, nel dormitorio. Non voleva che i fratelli d’armi si separassero, nemmeno durante le ore del sonno. Attualmente il dormitorio è suddiviso in celle. Questo è un ammorbidimento dell’austerità primitiva, ma è anche un modo per favorire il silenzio e la contemplazione» (DM p. 118)

Preghiera prima dello studio dei testi sacri

«Nostro Padre San Benedetto stabilisce la lettura negli intervalli dell’Ufficio»

«Falso liberalismo, razionalismo, naturalismo, modernismo, tutte queste distorsioni dell’ortodossia e dello spirito cristiano s’infiltrano ovunque. È come una vertigine universale e contagiosa»

«Nostro Signore suscita e vuole riservare a sé nuovi monasteri, non solo per trasmettere l’idea di santità, ma come campi trincerati dalla pura ortodossia e dalla santa ragione. Se non siamo dei geni, voglio che siamo degli ortodossi immacolati» (DM)

«Ai tavoli dei Fratelli, mentre mangiano, non deve mancare la lettura»

«Nei monasteri più antichi, l’architettura del refettorio imita fedelmente l’architettura […] religiosa della chiesa. A che scopo [questa architettura] se si trattava solo di consumare i poveri cibi dell’austerità monastica? Non è forse in ragione della Parola di Dio e delle preghiere speciali che precedono e seguono i pasti? Io lo credo»

Il chiostro dà accesso a tutte le parti del monastero di cui è il centro, ma è anche il luogo dove i frati possono passeggiare in silenzio nel raccoglimento. Il suo aspetto pacifico è un richiamo a fuggire l’ansia che nuoce allo spirito di preghiera continua.