Consacrazione dei vescovi e Diritto Canonico

A norma del diritto canonico della Chiesa cattolica (CIC 1983, canone 1382), una consacrazione episcopale senza mandato pontificio è illecita, ossia illegale e quindi vietata, e comporta una scomunica latae sententiae (automatica) per colui che consacra e per colui che è consacrato. Sono esclusi da tale pena gli eventuali co-consacratori poiché il testo legale non ne fa menzione (cf. can. 18). In effetti, il canone 1329 dice solamente che possono (possunt) essere puniti con una pena ferendæ sententiæ (cfr. Codice di Diritto Canonico annotato dall’università di Salamanca). Che questo atto sia scismatico o semplicemente illecito dipende dall’intenzione e dal contesto.
Qui di seguito i punti chiave secondo la dottrina e il diritto:

  • Illecito e valido: la consacrazione è valida ma illecita, perché il mandato del Papa è necessario per la sua liceità.
  • Scismatico: è il caso in cui la consacrazione è fatta in aperta ribellione contro l’autorità del Papa, in contestazione del suo primato e della necessità di principio della sua autorizzazione, il che romperebbe l’unità visibile della Chiesa.
  • La posizione della FSSPX: la FSSPX sostiene che tali consacrazioni (come nel 1988) non sono scismatiche poiché sono fatte senza alcuna intenzione di una rottura formale con il Papa e all’interno di uno «stato di necessità» evidente per mantenere la fede tradizionale.
  • Conclusione: se il diritto canonico punisce con una scomunica (can. 1382) l’atto consacratorio di un vescovo senza mandato pontificio, qualificarlo come “scismatico” dipende tuttavia dalla rottura formale e non materiale della comunione ecclesiale, che non è il caso della FSSPX, che riconosce esplicitamente il primato di Pietro e lo cita nel canone della messa (si veda la nota). La Santa Sede non può dunque, senza commettere un’ingiustizia grave e infamante, considerare una tale azione come scismatica. La scomunica
    sarebbe essa stessa invalida poiché la crisi della Chiesa è tale che l’urgenza primaria sta nella salute delle anime, che è al di sopra di tutte le leggi.

(Nota) Tutta la storia della Chiesa mostra già dai primi secoli quanto sia importante questa citazione del Papa e dei Vescovi nel Canone della messa, quello che viene chiamato dittico, e che manifesta il riconoscimento del Primato di Pietro.