L’APPELO DEI BENEDETTINI DELL’IMMACOLATA

Casa San Giovanni: prima

Casa San Giovanni: prima

PAX IN MARIA

Cari amici,

Nell’arco di due anni, grazie al vostro aiuto, siamo stati in grado di rifare il tetto e la facciata della casa San Giovanni, dalla quale dovremmo ricavare tre ulteriori celle, un refettorio, una cucina separata ed un capitolo per le riunioni della comunità. Potete vedere qui sotto la trasformazione, la quale tuttavia riguarda solo gli esterni.

Casa San Giovanni: dopo

Casa San Giovanni: dopo

Siamo ora pronti a ristrutturare gli interni, dove tutto è da rifare: rivestimenti, tinteggiature, impianto idraulico, impianto elettrico  e impianto di riscaldamento, oltre a porte e finestre.

Sono ben consapevole che la situazione finanziaria di molti di voi è difficile e che molte comunità legittimamente vi sollecitano da più parti per le loro opere di apostolato.

Approfitto tuttavia della grazia della Quaresima e dell’invito della Chiesa alla penitenza e alle opere di misericordia per richiamare la vostra attenzione e il vostro cuore sulla nostra comunità e sui suoi bisogni vitali.

Il futuro refettorio

Il futuro refettorio

Voi conoscete la grandezza e la necessità della preghiera non solo per ciascun cristiano ma anche per la salvezza del mondo. E «il monaco è l’uomo della preghiera», diceva Dom Gérard. «L’anima contemplativa – scriveva Gustave Thibon – non è uno scrigno chiuso. Al di là delle parole e dei gesti e degli stessi pensieri e sentimenti, essa diffonde sulla terra i tesori che prende dal cielo. Questi luoghi di vita interiore sprigionano irradiazioni segrete che cambiano la temperie circostante. Poiché la preghiera non è solo domandare a Dio questa o quella cosa, non è neppure occuparsi esclusivamente della propria salvezza personale, è aprire le valvole attraverso qui penetra la grazia, è permettere a Dio di circolare nel mondo. E là dove tale circolazione rallenta o si arresta, la vita temporale essicca ed incancrenisce come un membro non più irrigato dal sangue. Il monaco immobile nella sua cella e solo davanti a Dio abbraccia e penetra l’intera estensione dello spazio e del tempo: la sua preghiera, ricadendo sugli uomini, agisce più sull’essenza che sull’apparenza, e questa infiltrazione divina è troppo profonda e troppo pura perché un pensiero di quaggiù possa comprenderne i sentieri. Chi dunque oserà assimilare la comunione dei santi ad un fenomeno sociologico? È l’intersoggettività assoluta che, al di là di ogni segno sensibile, unisce le anime alla pura interiorità della loro sorgente». E il nostro autore aggiunge: «Si parla di “vuoto” dell’esistenza dei monaci. Essa è un vuoto al pari delle porosità dell’organismo, ma è attraverso tali porosità che il mondo respira Dio».

“La cella è il vestibolo del cielo, è il secondo santuario”.
Dom Romain Banquet

Queste sublimi parole dicono infinitamente di più di quanto io saprei dire l’importanza della vita contemplativa e la necessità vitale di sostenerla con un aiuto temporale senza il quale essa non potrebbe svilupparsi ed intensificarsi. I monaci sono al contempo il diapason di quel Dio che pregano e che servano, «il Dio degli eserciti che si è fatto il Dio disarmato», che fa dipendere il più alto dal più basso, il superiore dall’inferiore, poiché se la terra non ha bisogno della rosa, la rosa ha tuttavia bisogno della terra.

La preghiera è l’Opera delle opere. Essa precede ogni apostolato, sostenendolo segretamente ed efficacemente. Ma senza il vostro aiuto essa non può crescere e prosperare sotto il cielo di questo mondo, che pur deve salvare dal male e dal dolore.

Vi ringraziamo in anticipo di tutto cuore per l’aiuto caritatevole che vorrete recarci. La nostra gratitudine si esprime in modo particolare attraverso la messa che celebriamo mensilmente per tutti i nostri benefattori. Che Dio benedica voi e le vostre famiglie. «Fai l’elemosina con i tuoi beni – dice Tobia – e non distogliere lo sguardo da nessun povero, perché non avvenga che lo sguardo di Dio si distolga da te» (Tobia, 4, 7-8).

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Erezione canonica dei Benedettini dell’Immacolata

Mgr Guglielmo Borghetti vescovo di Albenga-Imperia

La S. E. Mgr Guglielmo Borghetti
vescovo di Albenga-Imperia

Siamo felici di annunciare la prossima erezione canonica della nostra comunità, a cui provvederà il nostro nuovo vescovo Monsignor Guglielmo Borghetti il prossimo 21 marzo, in occasione della festa di San Benedetto.

Il 19 gennaio 2015 ne avevamo fatto richiesta a Monsignor Oliveri nei termini seguenti, che riassumono la situazione della comunità sin dalla sua fondazione.

L’approvazione delle Costituzioni da parte della Santa Sede è una condizione di validità per l’erezione di un istituto diocesano. Firmata il 25 marzo 2015, essa è giunta troppo tardi a Monsignor Oliveri poiché quel medesimo giorno, su richiesta di Papa Francesco, egli rinunciava alla giurisdizione discendente dalla sua carica di vescovo diocesano. Monsignor Borghetti ha dovuto prendere tempo per conoscere la sua nuova diocesi e farci una prima visita il 12 marzo 2016. Pubblicamente e a più riprese egli dichiarava che, pur non avendo sensibilità tradizionale, nondimeno avrebbe rispettato pienamente il motu proprio Summorum Pontificum di Benedetto XVI. Ed è stato di parola: diverse messe sono attualmente celebrate nella diocesi secondo il rito tradizionale a richiesta di gruppi di fedeli, ed egli stesso verrà ad erigerci e a ricevere i nostri voti monastici il prossimo 21 marzo. Su sua richiesta, la messa tradizionale sarà celebrata in forma solenne alle ore 11 da Monsignor Giorgio Brancaleoni, già vicario generale di Monsignor Oliveri; lo stesso Monsignor Borghetti assisterà dal coro.

Capella S. Madalena  di Bedoin dove nacque la grazia fondatrice nel 1970

Capella S. Madalena
di Bedoin dove nacque la grazia fondatrice nel 1970

Cari amici, vengo a condividere con voi la nostra gioia di ricevere l’approvazione della santa Chiesa per continuare la nostra vita monastica nella completa fedeltà alla grazia trasmessa e ricevuta a Bedoin nel 1970 da Dom Gérard, di cui ho l’onore di essere il primo discepolo. Magnificat!

Vi ringraziamo per le vostre preghiere che ci accompagnano in questo giorno benedetto e noi stessi vi ricordiamo nelle nostre ogni giorno. Che Dio benedica voi e le vostre famiglie!

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Febbraio 2017: visita al monastero Nostra Signora di Guadalupe USA

Monastero Madonna della Guadalupe. Nuovo Messico

Monastero Nostra Signora di Guadalupe. Nuovo Messico

Nell’estate del 2016 ci ha fatto visita a Villatalla Dom Cipriano, anziano monaco di Le Barroux, insieme a due fratelli, Padre Andrea e Fra Giovanni Batista. All’inizio di febbraio, Dom Cipriano ci ha offerto un viaggio al suo monastero di Nostra Signora di Guadalupe, fondato 25 anni fa. Il monastero ha attualmente 40 monaci dall’età media di 25 anni, dei quali 5 sacerdoti ed una dozzina di professi. I 2/3 sono fratelli conversi.

Rdo Dom Cipriano e Fra' Antonio

Rdo Dom Cipriano e Fra’ Antonio

In questa giovane fondazione abbiamo ritrovato assai vivo lo spirito dei nostri fondatori, Padre Muard e Dom Romain Banquet, e la grazia fondatrice di Bedoin degli anni 70-80. Il monastero si trova nel Nuovo Messico, nella città di Silver City, collocato su un altopiano e molto isolato, a 2000 metri di altitudine. Siamo rimasti ammirati dalla serietà monastica e dallo spirito di questa gioventù generosa, gioiosa e piena di attenzioni caritatevoli per noi. L’edificio ed ogni dettaglio delle costruzioni e delle strutture interne sono realizzati con un grande senso di bellezza ereditato da Dom Gerard. Nei corridoi e nelle sale si possono ammirare numerosi dipinti di santi francesi: Santa Giovanna d’Arco, San Francesco di Sales, Santa Bernadette, senza contare quelli dei nostri fondatori. I monaci si occupano di numerosi laboratori: forgiatura, legno, edilizia, cuoio, oltre all’allevamento di cavalli, mucche, pecore, polli e conigli; e con un orto che contiene tre grandi serre, e soprattutto una fabbrica di caffè al gusto insuperabile. In breve, un piccolo alveare monastico laborioso e ben disciplinato con al centro di tutto il culto della santa liturgia tradizionale e la recita comunitaria del rosario.

Passeggiata picnic

Passeggiata picnic

L’orario è praticamente il medesimo di Le Barroux: ci si sveglia alle 3:15 e ci si corica alle 20, tranne che per il Padre Priore, che si attarda a lavorare anche dopo Compieta. Gli edifici sono già troppo piccoli ed i fratelli vivono due per cella. I monaci si preparano a costruire una grande chiesa in primavera. Aiutateli. Grazie!

Vi invito a scoprire questo bel monastero di Tradizione e di fervore: www.ourladyofguadalupemonastery.com/

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11 luglio 2016 : Solennità di San Benedetto

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Arrivo di Mons. Oliveri, tra il parroco di Villatalla ed il Padre Priore.

Lo scorso 11 luglio, in occasione della solennità di San Benedetto, Monsignor Mario Oliveri è venuto a celebrare una messa pontificale in presenza dei fedeli di Villatalla, degli amici del monastero, di una quindicina di sacerdoti della diocesi e del Reverendo Padre Stefano Manelli, fondatore dei Francescani dell’Immacolata.

Padre Stefano Manelli, fondatore dei Francescani dell’Immacolata, che ci ha fatto l’onore e la gioia della sua presenza.

Rimarchevole l’omelia di Sua Eccellenza sul patriarca dei monaci, patrono d’Europa, “colmo dello spirito di tutti giusti” e uomo di preghiera, che nella Regola egli chiama “l’Opera di Dio a cui nulla preporre”.

L’introduzione con cui Monsignore esordisce descrive ammirevolmente la grazia interiore che adorna l’anima di San Benedetto. Ecco il passo centrale:

“Signore santo, Padre onnipotente, Dio eterno, voi avete stabilito come capo e maestro di una moltitudine innumerevole di figli il beato Benedetto, vostro Confessore, donandogli una saggezza celeste. Lo avete colmato dello spirito di tutti i giusti e, dopo averlo rapito, l’avete illuminato del fulgore della vostra luce, affinché nella luce di questa visione interiore, l’anima, liberata da ogni ostacolo, potesse comprendere la limitatezza delle cose di quaggiù. Per tutto ciò vi rendiamo grazie per Gesù Cristo, Nostro Signore”.

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Mons. Oliveri, circondato da Padre Stefano Manelli, dal parroco di Villatalla e da numerosi sacerdoti della diocesi

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“Come è buono e come è dolce per dei fratelli abitare insieme”, Salmo 132

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Immagine 5: Prima della partenza: arrivederci caro Monsignore, che il Signore vi benedica e vi ricompensi per essere sempre stato il Pastore fedele al vostro motto nella fede trasmessa e nella pace comunicata alle anime: “Fides et Pax”.

Sappiamo che da un anno e mezzo Mons. Oliveri non ha più un potere canonico ufficiale sulla diocesi di cui tuttavia occupa ancora la sede titolare. Abbiamo voluto che questa giornata fosse per lui un omaggio d’affetto e di gratitudine filiale per tutto il bene che ha fatto nei suoi ventisei anni di ministero episcopale. Nonostante le prove che si sono accumulate, soprattutto in questi ultimi anni, egli ha manifestato una grande serenità d’animo che fa sovvenire il suo motto episcopale “Fides et Pax”. È in una fede incrollabile che risiede il segreto della sua pace e della sua bontà, che rasserenano profondamente tutti coloro che hanno la grazia di incontrarlo.

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Il 15 agosto a Villatalla

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Nostra Signora della Luce (Henri Charlier)

Ogni anno, il 15 agosto, festa dell’Assunzione della Santissima Vergine Maria e culmine mariano dell’anno liturgico, i monaci benedettini dell’Immacolata rinnovano solennemente la loro consacrazione a Maria.

Il Prologo delle nostre Costituzioni, approvato dalla Santa Sede lo scorso 25 marzo, precisa che i Benedettini di Villatalla vogliono unire all’insostituibile eredità monastica e liturgica ricevuta dai loro Padri una totale consacrazione al Cuore Immacolato di Maria, «poiché le virtù che debbono costituire l’essenziale della nostra società – diceva P. Muard – sono per eccellenza le virtù del Cuore di Gesù e di quello della sua santa Madre». Nel solco di questa eredità, il 22 agosto 1986, Dom Gérard rinnovò solennemente ed irrevocabilmente la consacrazione della comunità e di tutti i suoi membri al Cuore Immacolato di Maria, considerato come il perfetto ideale da imitare. Al fine di rendere maggiormente manifesta ed efficace tale consacrazione mariana attraverso la quale essi divengono «proprietà assoluta» di Maria, i monaci di Villatalla hanno voluto adottare il nome di «Benedettini dell’Immacolata» e fare in modo che la loro vita di preghiera, di lettura e di lavoro manuale sia intrisa del suo spirito, al punto che Ella sola riviva in loro. Ecco perché ogni giorno, singolarmente, i monaci benedettini dell’Immacolata rinnovano la loro consacrazione; e ogni anno, il 15 agosto, il Padre Priore la recita solennemente con la comunità inginocchiata ai piedi della vergine della medaglia miracolosa.

Ecco un testo, composto da Dom Gérard e appena ritoccato in ragione di circostanze particolari. Esso unisce ad un’elevazione spirituale del pensiero un’espressione letteraria di ineguagliabile bellezza:

“O Maria, nostra sovrana e tenera madre, il cui Cuore purissimo, ferito d’amore, brucia per ciascuno di noi di un’ardentissima carità, volgete lo sguardo sui vostri figlioli radunati ai vostri piedi da un sentimento di profonda gratitudine per tante grazie ricevute e di fiducia incrollabile per la dolce e potente protezione che la loro debolezza, circondata da si grandi pericoli osa attendere da voi.

“Volgete lo sguardo sula nostra giovane comunità di fratelli, la cui fiducia filiale domanda la vostra assistenza: guardate quanti pericoli ci minaccia la situazione attuale del mondo e della Santa Chiesa, e non permettere mai che si affievolisca tra noi la vita interiore, lo spirito soprannaturale, l’ortodossia della fede, l’amore della dottrina, il gusto della solitudine, l’umiltà del cuore e la carità fraterna. Fate che la nostra comunità e quelle che ne nasceranno, siano sempre fedeli allo spirito del nostro Padre Muard, vostro servitore ardente, che propose a tutti i membri della sua famiglia religiosa “le virtù del Cuore di Gesù e del Cuore di Maria” come un’immensa riserva di grazia e d’amore ove noi potremmo attingere fino alla fine dei nostri giorni la forza di abbracciare “ una vita umile,povera, mortificata”.

Dom Gerard … a 48 anni ! "il monaco è come un bambino che non si stupisce di niente e che si meraviglia di tutto"

Dom Gerard … a 48 anni !
“il monaco è come un bambino che non si stupisce di niente e che si meraviglia di tutto”

“Non permettete mai che la nostra inesperienza ci spaventino e ci facciano indietreggiare. Dateci un cuore dolce e forte in modo che nessun successo ci esalti, nessuna sconfitta ci spezzi. Fate che, non essendo nulla da noi stessi, noi mettiamo ogni nostra gloria alla vostra dipendenza, rassomigliando a quei bambini che il vostro Figlio propone in esempio ai suoi discepoli: questi figli vedono in ogni avvenimento la mano del Padre celeste, che non si stupiscono di niente e si meravigliano di tutto.

“Noi facciamo nostro per sempre il desiderio dei nostri fondatori di considerare come nostro modello il vostro Cuore Immacolato “perché è il modello compiuto delle due caratteristiche dell’Opera: via interiore e immolazione”.

“Vi supplichiamo di allontanare da noi il male dell’orgoglio, la sete del potere, l’attrazione per i piaceri e le grandezze di questo mondo.

“Mai il demonio semini tra noi la zizzania della discordia, o della gelosia, ma che regnino sempre tra i ranghi della nostra famiglia monastica la pace soprannaturale, lo spirito di sacrificio, l’umiltà del cuore e il perdono delle offese.

“Fate, o dolce Vergine Maria, che i poveri siano sempre accolti tra noi con tenerezza come inviati da Dio, ma che lo spirito del secolo, gli assalti dello scisma e dell’eresia s’infrangano contro le nostre mura senza mai penetrare fino a noi.

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Il rinnovo della consacrazione davanti alla Vergine della medaglia miracolosa.

“A questo scopo vi domandiamo la grazia di mantenere sempre senza falla il doppio bastione della santa Regola e della sacra Liturgia come i migliori garanti della più pura fede cattolica e della più alta santità.

“O dolcissima e fortissima Vergine Maria, nostra madre amantissima, persuasi che siamo incapaci a realizzare un programma così al di sopra delle nostre forze, noi consacriamo oggi solennemente e irrevocabilmente al vostro Cuore Immacolato: la nostra comunità, le nostre famiglie, i nostri oblati, i nostri amici e benefattori: noi vi doniamo tutto. Tutto è vostro, tutto è per voi nei nostri pensieri, nei nostri affetti, nei nostri desideri, nei nostri progetti.

“Legati da un patto così solenne, o Maria, noi vogliamo rimanere sprofondati nel vostro Cuore purissimo come in un oceano di vita interiore e di carità, confidando di ricevere da voi tutte le luci e le grazie necessarie per amarvi e per farvi amare, in modo che la vita del vostro Figlio sia manifestata in noi per la gloria del Padre nell’unità dello Spirito Santo”.

O Maria, concepita senza peccato, pregate per noi che ricorriamo a voi. (ter)


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Campi scout a Villatalla

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Il gruppo San Benedetto della parrocchia
di S. Sinforiano di Versailles,in Francia, con il loro cappellano

Durante il mese di luglio, alcuni gruppi stradisti degli Scouts Unitaires de France sono venuti in campeggio a Villatalla. Lo scopo dello scautismo è imparare, nel contesto della vita di gruppo, a diventare uomini e cristiani tanto più virtuosi quanto più il mondo in cui viviamo si fa decadente, aggressivo e contrario alla legge di Dio.

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Il servizio: un lavoro di squadra volontario

I tre pilastri della vita scout sono l’avventura, il servizio e la preghiera. L’avventura è nello spaesamento; essa è esteriore, ma anche interiore. Il servizio è stato vissuto con valore e lena dando man forte al lavoro del monastero: lavorare nel bosco, riordinare, trasportare i materiali, tagliare l’erba, raschiare il muro di pietra apparente, martellare, etc.. La preghiera è comune e personale, alla scuola del santo Sacrificio della messa, vetta a cui tende l’azione dello scout e di ogni cristiano e al contempo fonte di ogni virtù. Il campo si svolge in due momenti: la vita nel campo e la strada. Abbiamo avuto modo di vedere in atto e di apprezzare molto il primo momento; il secondo è consistito in un cammino lungo strade e sentieri di alta montagna in direzione di Torino. Qui a Villatalla la loro presenza è stata una bella testimonianza di una gioventù disciplinata e gioiosa per la quale Dio è il centro e la luce della vita intera. Una signora di Villatalla mi ha rivolto queste parole: «dica loro che sono ragazzi meravigliosi».

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Il gruppo del Beato Piergiorgio Frassati di Chalon-sur-Saône,
in Francia, al santuario della Madonna della Neve in cima al paese

La presenza degli scout in questo torrido mese di luglio ha portato al paese una ventata fresca di gioventù, di rettitudine e di gioia cristiana. Che Dio li benedica e che Nostra Signora delle Nevi, patrona del santuario ai cui piedi hanno piantato le loro tende, li custodisca nella fedeltà alle loro promesse di scout!

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Solennità di San Benedetto a Villatalla

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Il vicario generale, Mons. Brancaleoni, al santo altare.

11 luglio, giornata di festa al monastero. Come ogni anno festeggiamo in questo giorno la solennità di San Benedetto. La chiesa si riempie per la celebrazione della santa messa secondo il rito tradizionale celebrata dal vicario generale, Monsignor Giorgio Brancaleoni, circondato da diaconi, suddiaconi e altri officianti. In mezzo ai fedeli, tra gli altri, i nostri vicini e amici e, quest’anno, gli Scouts unitaires de France, senza contare la dozzina di sacerdoti diocesani venuti a condividere la festa.

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La foto ricordo

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Il pranzo festivo sotto la tenda

Dopo la cerimonia, il nostro oblato secolare, Fra Angelo Giuseppe, aiutato dalle pie donne della parrocchia, ha servito un pranzo sul prato, all’ombra della chiesa. Il Padre Priore ha ringraziato tutti coloro che, in cielo e in terra, hanno concorso alla riuscita di questa bella giornata sotto gli auspici di San Benedetto; e ha raccomandata ad ognuno di offrire una preghiera affinché il Signore ci invii sante vocazioni.

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Il nostro grande patriarca San Benedetto da Norcia

In tale occasione facciamo nuovamente nostro questo pensiero e questa preghiera di grande attualità che Dom Gérard, trentacinque anni fa, rivolgeva agli amici del monastero:

“1500 anni fa, si levava sull’orizzonte tragico delle grandi invasioni la figura raggiante di San Benedetto, patriarca dei monaci di Occidente. La sua vita colma di miracoli fu una sfida lanciata ad un mondo che per la sua crudeltà rassomigliava in qualche cosa al nostro, in preda all’agitazione e al caos. Fece regnare intorno a lui la bontà, la dolcezza e la pietà filiale. I suoi discepoli coprirono l’Europa di monasteri, insegnando ai popoli l’arte di pregare e di lavorare per Dio nella speranza del cielo.
Che la protezione del nostro grande patriarca, cari amici e benefattori, si stenda come un manto di pace si di voi, sulle vostre famiglie e sulle vostre case. Che egli voglia ispirarci soprattutto il vivo desiderio di servire Dio e un’immensa fiducia nella sua provvidenza”.

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L’oblazione monastica

I nostri oblati australiani intorno a Don Wong della Fraternità San Pietro.

I nostri oblati australiani intorno a Don Wong della Fraternità San Pietro.

Dopo la fondazione del monastero, il 2 luglio 2008, numerosi amici e fedeli hanno manifestato il loro desiderio di potersi aggregare alla nostra comunità monastica attraverso l’oblazione. Un gruppo molto fervente di una dozzina di oblati si è formato perfino a Sidney in Australia, intorno al Don Wong, della Fraternità San Pietro, al quale abbiamo dato delega a tal fine.

Il nostro oblato secolare Fra Angelo Giuseppe e il suo cane Pepa.

Il nostro oblato secolare Fra Angelo Giuseppe e il suo cane Pepa.

Abbiamo ovviamente anche oblati italiani, francesi e svizzeri, che si sono affiliati spiritualmente alla nostra famiglia benedettina dell’immacolata. Vicino a noi, un oblato venuto dall’America centrale, Fra Angelo Giuseppe, ha desiderato vivere in modo ancora più intenso la propria oblazione. Vive separato in una piccola casa del paese in compagnia del suo cane Pepa e dei suoi tre canarini, che rallegrano l’unica strada del paese. Egli si unisce alla preghiera liturgica dei monaci e dedica una grande parte del proprio tempo al servizio della comunità, assicurando le mansioni di cuoco, di sarto e di responsabile del pollaio.

Si può ammirare e perfino venerare l’ideale monastico benedettino, ma cosa può apportare a dei semplici cristiani già consacrati a Dio attraverso il battesimo e chiamati alla santità? Orbene, ce lo insegna la stessa Regola di San Benedetto: essa infatti è una scuola in cui si impara a servire il Signore, Dominici schola servitii. “L’oblazione – scriveva il Reverendissimo Padre Dom Gérard – è anzitutto uno spirito. È lo spirito di San Benedetto. Uno spirito così semplice, così fortemente radicato nei primi secoli del cristianesimo, che può facilmente espandersi dal tronco fino ai rami più lontani … Lo spirito benedettino inclina i monaci a cercare Dio in un modo ostinato e concreto, a organizzare tutta la loro esistenza secondo la volontà di Dio, sotto lo sguardo di Dio, per servire Dio”. È nel medesimo spirito che la Regola guida e sostiene i nostri oblati ad organizzare tutta la loro vita in una lode alla gloria di Dio e per la salvezza e la santificazione delle loro anime.

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21 marzo, festa di San Benedetto.

Don Giovanni célèbrant la messe solennelle de Saint Benoît.

Don Giovanni che celebra la messa solenne di San Benedetto.

Venerdi 21 marzo, in occasione della festa di San Benedetto, villatalla, piccolo e tranquillo paese, si anima improvvisamente. Le campane suonano a distesa e i fedeli accorrono alla chiesa parrocchiale di San Michele per assistere alla Messa solenne celebrata da Don Giovanni Pinna, un giovane sacerdote tradizionale ordinato da Mons. Oliveri lo scorso mese.

Don Ivo lors de sa prédication.

Don Ivo in occasione della sua predicazione.

Il canonico Don Ivo, prevosto della basilica di San Maurizio d’Imperia, ha tenuto l’omelia e ha fatto l’elogio del Patriarca dei monaci i cui figli hanno portato fino in questa terra ligure la coltura dell’ulivo. È sopratutto attraverso il senso di Dio e la pratica dell’obbedienza che i Monaci benedettini hanno gettato le basi dell’Europa cristiana. “Cercate anzitutto il Regno di Dio e la sua giustitia, e il resto vi sarà dato in sovrappiù”. Tale sovrappiù fu la cristianità medievale, quella di San Luigi, di San Bernardo e di San Tommaso d’ Aquino.

Le RP Prieur, Don Tomaso, Don Carmelo et Fr. Gabriel.

Le RP Priore, Don Tomaso, Don Carmelo e Fra’ Gabriel.

Don Francesco Ramella, giovane professore del seminario, amico del monastero con una varietà di doni naturali, ha accompagnato all’organo i canti del Kyriale.

Il canonico Don Marco Cuneo, che fu seminarista del Card. Siri a Genova, ha ricoperto il ruolo di grande cerimoniere. Richiesto spesso per celebrazioni solenni a Roma e altrove, egli conosce alla perfezione la funzione di ciascun officiante. Anche noi approfittiamo della sua scienza, poiché ogni settimana tiene per i fratelli un corso di liturgia.

Il 21 marzo è anche l’anniversario del nostro parroco Don Jochemczyk Tomasz, un sacerdote polacco dal nome assai difficile da pronunciare, che celebra la Messa tradizionale. Dopo la Messa, aperitivo e rinfresco, preparati con cura, attendono all’uscita della chiesa, dove tutti si ritrovano per chiacchierare allegramente. Dopo il canto di Sesta, tutto il clero è invitato da Clara, una nostra vicina che aiutata da devote donne del villaggio, ha preparato un abbondante e delizioso pranzo.

Ringraziamo i nostri ospiti, venuti a condividere una cosi bella giornata piena delle benedizioni del Cielo di cui l’anima di San Benedetto sovrabbonda, lui che fu benedetto da Dio per il nome e per la grazia, come ha scritto San Gregorio Magno. Partiti gli amici, torniamo soli in famiglia a cantare l’ufficio di Nona, seguito alla sera dai Vespri solenni. Ancora un grande ringraziamento a San Benedetto, a tutti i nostri amici sacerdoti e alle sante donne che hanno contribuito da dietro le quinte  della loro cucina alla riuscita di questa bella giornata della primavera inaugurata dalla festa di San Benedetto.

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27 gennaio : lunga passeggiata presso Fratel Toussaint

L'ermitage de Frère Toussaint et le Sanctuaire des saints Côme et Damien.

L’eremo di Fratel Toussaint attiguo al
Santuario dei santi Cosma e Damiano.

Dopo le feste di Natale e dell’anno nuovo, una lunga passeggiata comunitaria. Abbiamo preso l’automobile e in un’ora abbiamo raggiunto l’eremo di nostro Fratello Toussaint, situato nell’entroterra di Albenga a 1000 metri di altezza e a 10 km dal primo paese. Fratel Toussaint, dopo 21 anni di vita religiosa a Le Barroux e due anni trascorsi con Padre Jehan a Villatalla, conduce infatti vita eremitica presso il santuario dei SS. Cosma e Damiano, in cui Mons. Oliveri gli ha consentito di sistemarsi. Qui, nella solitudine, prega giorno e notte per la Chiesa e per i fratelli del secolo. La sua spiritualità è quella dei Padri del deserto, la cui lettura  assidua è stata all’origine della sua vocazione. Vi domanda di aiutarlo a sistemare il suo eremo e una piccola dependance di cui ha bisogno e che sta costruendo lui stesso.

Fr. Toussaint et la communauté.

Una sosta per ammirare
la bellezza del paesaggio.

Preghiere presso il santuario, lunga passegiata e picnic sulle creste disboscate dei contrafforti di Albenga dove ovunque il panorama è splendido, conversazioni spirituali ed evocazione di ricordi monastici, talora divertenti: tutto è stato occasione di un cuore a cuore fraterno, gioioso e distensivo. Scesa la sera, ci siamo lasciati con dispiacere e sulla via del ritorno, cantando i Vespri e recitando il Rosario in auto, abbiamo raggiunto il paese e il nostro monastero di Villatalla. Ancora grazie e Fratel Toussaint per questo grande momento di distensione, di gioia e di carità tutta fraterna.

 P.S : Fratello Toussaint vende cani “pastori dell’Asia centrale”: www.chiens.b67.me
Indirizzo : Fra’ Toussaint Menut - Località Colle San Cosimo - I-18020 Borghetto d’Arroscia (IM)
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